Ilaria Cucchi

Caso Stefano Cucchi : Ilaria querela 

Salvini per la frase;           

“La droga fa male”


Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha deciso di presentare una querela nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Dopo la sentenza di condanna a 12 anni per i due carabinieri, accusati dell’omicidio preterintenzionale di Cucchi, Salvini aveva affermato che il caso testimonia che la droga fa male.Ilaria su facebook :

Una frase decisamente indegna e a sproposito, che dimostra  ancora una volta la doppiezza dell’individuo, sempre pronto a cavalcare l’onda dei pregiudizi, come piace al suo elettorato.

Pesci piccoli

“non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini”
Questo è un mio sogno, e vederlo, anche in galera, magari!
Cristiana

Lunanuvola's Blog

sardine - la presse

“A chi gli fa notare più di qualche sedia vuota nel palazzetto, Salvini replica: “Non c’è il pienone? Ci sono 10 pullman bloccati da ‘sti delinquenti. Fuori ci sono teppisti che pensano che a Bologna possano manifestare solo quelli che paiono a loro. Spero non ci siano contusi fra le forze dell’ordine.” Ma non risultano pullman in attesa.”

“Il leader della Lega, commentando la sentenza di condanna per i carabinieri ritenuti responsabili della morte di Stefano Cucchi, ha detto che rispetta la famiglia ma il caso “dimostra che la droga fa male”. “Che c’entra la droga? Salvini perde sempre l’occasione per stare zitto. – ribatte Ilaria Cucchi – Anch’io da madre sono contro la droga, ma Stefano non è morto di droga. Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un’aula di giustizia…

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le professioni dei cani

Per caso, ho letto la storia di Luke e Jedy e ho ripensato ad un mio vecchio desiderio :  vorrei che l’Unesco, che ha
  scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale., facesse qualche eccezione e, oltre ai luoghi bellissimi ma statici, nominasse anche qualcosa di utile e ‘palpitante’, che fa parte della natura, come i cani.Le ‘PROFESSIONI’ dei cani

Cani da assistenza

Cani da lavoro che assistono persone con disabilità

 vivono accanto alle persone con disabilità e le supportano nelle attività della vita quotidiana. Le aiutano ad esempio a fare la spesa, ma anche a spogliarsi e a vestirsi, si occupano di accendere o spegnere la luce e le aiutano ad aprire le porte: il loro compito è quello di essere d’aiuto quando necessario. Un cane da assistenza viene addestrato in vista del supporto da offrire a una persona in particolare: i più conosciuti sono i cani guida per persone cieche

Cani guida

I cani guida appartengono alla categoria dei cani da assistenza. Sono cani che facilitano la mobilità di persone cieche o ipovedenti. Per chi ha difficoltà visive o non è affatto in grado di vedere, orientarsi al di fuori di un ambiente familiare può essere molto difficile. È in questi casi che intervengono i cani guida, pronti ad accompagnare i loro padroni nella vita quotidiana. Un cane guida viene di norma addestrato per casi specifici: la formazione può durare dai sei ai nove mesi, a discrezione del centro di addestramento.
i cani da lavoro

Cani da allerta medica

Anche i cani da allerta medica appartengono al gruppo dei cani da assistenza. Tra di loro ricordiamo ad esempio i cani da allerta per diabetici: sono cani in grado di rilevare sbalzi della glicemia. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che i cani reagiscono quando notano una ridotta saturazione di ossigeno nel sangue, e sono in grado di accorgersene grazie alle loro orecchie molto sensibili, capaci di avvertire un eventuale cambiamento a livello di respirazione. Qualora la glicemia dovesse scendere a livelli critici, il cane avverte in tempo il suo padrone, che può così correre ai ripari assumendo del glucosio o altri tipi di zucchero.

Cani da salvataggio

I cani da salvataggio sono conosciuti anche come “cani da ricerca”. Sono addestrati per prestare servizio in diverse situazioni e devono aver superato uno specifico esame per cani da salvataggio. Molto famosi sono i cani da valanga e i cani da catastrofe; questi ultimi si occupano della ricerca di sopravvissuti tra le macerie. Altri esempi sono i cani impiegati per le ricerche in aree di grande estensione e i cani da salvataggio in acqua, capaci di rintracciare persone disperse nei fiumi o in altri specchi d’acqua.
I cani da lavoro

Cani da valanga

I cani da valanga appartengono al gruppo dei cani da salvataggio. Sono impiegati nella ricerca di persone travolte e sepolte da una valanga. Anche se esistono strumentazioni in grado di localizzare persone sepolte dalla neve, il naso sensibile del cane resta sempre il più affidabile. Col loro formidabile fiuto, infatti, i cani sono in grado di individuare persone sepolte sotto quattro metri di neve

Cani al servizio della sicurezza

Cani poliziotto

Anche la Polizia di Stato si serve dell’aiuto dei nostri amici a quattro zampe. I cani poliziotto seguono precise tracce, sono in grado di individuare prove, esplosivi, droghe o altre persone, oltre ad avere il compito di difendere gli agenti di Polizia.

Cani in servizio presso le dogane

Come i cani poliziotto, anche i cani in servizio presso le dogane appartengono ai cani al servizio di organizzazioni statali. Supportano il lavoro degli agenti in dogana e sono in grado di individuare prodotti che non possono passare i confini nazionali, come ad esempio droghe o sigarette.

Altri cani da lavoro

Cani da pastore e cani da protezione delle greggi

I cani da pastore sono impiegati per la conduzione di greggi o di mandrie di animali da allevamento, come ad esempio pecore o mucche. Il loro compito è quello di tenere unito il gregge o la mandria, perché è all’interno del gruppo che l’animale singolo è più al sicuro dalle minacce esterne
Cani da caccia
esistono svariate tipologie di cane da caccia. I cani da ferma, ad esempio, segnalano la preda al cacciatore con la loro particolare postura: il cane si ferma, resta in silenzio, per poi sollevare e flettere una zampa anteriore. Sempre tra i cani da caccia, troviamo anche i cani da riporto, che raggiungono la preda colpita dallo sparo del cacciatore e la riportano indietro.
Cani da guardiaI cani da guardia sono cani da lavoro che sorvegliano un determinato territorio, che può essere una casa, un appezzamento di terra o anche un pascolo con degli animali. L’area che sorvegliano è di solito recintata e la presenza di intrusi viene segnalata abbaiando o difendendo il territorio con un attacco diretto.
Pet therapy 
Il ruolo del cane impegnato nella pet therapy è quello di contribuire al miglioramento delle condizioni psico-fisiche di un soggetto, attraverso l’interazione esistente fra lui e il conduttore e fra la coppia cane-conduttore e l’utente.
Ci sono poi i cani utili alla scienza , quindi all’umanità, che possono identificare alcune malattie

Cancro
I cani sono in grado di percepire lievissime variazioni ormonali e chimiche del nostro organismo, e sono numerosi gli esempi di tumori percepibili dall’olfatto dei cani, da quello della pelle a quello del seno. È già stato dimostrato come i cani siano in grado di distinguere le urine di persone ammalate di cancro da quelle di persone sane, ma nonostante numerose ricerche sviluppate negli ultimi 10 anni non è ancora chiaro quali siano i composti chimici che i cani percepiscono e quindi se siano in grado di distinguere i diversi tipi di tumore.

Narcolessia

Si tratta di un problema cerebrale che colpisce il controllo dei cicli di sonno e veglia: chi ne è affetto può crollare addormentato in qualsiasi momento, con tutte le pericolose conseguenze del caso. In uno studio pubblicato nel 2013 alcuni ricercatori hanno dimostrato come alcuni cani opportunamente addestrati possono cogliere e prevedere un attacco di narcolessia attraverso l’odore della pelle e del sudore delle persone e agire di conseguenza, per esempio proteggendo la persone colpita o attivando i soccorsi

Convulsioni ed epilessia

È uno degli ambiti più controversi e ancora da investigare: ci sono chiare evidenze del fatto che alcuni cani siano in grado di prevedere l’insorgere di un attacco di convulsioni o epilessia, ma non è ancora chiaro quali siano i segnali che allertano l’animale – se una variazione chimica nell’organismo della persona o qualche suo comportamento esteriore seppur impercettibile – e quindi come sia possibile formare cani che siano regolarmente in grado di prevedere l’insorgenza di un attacco di convulsioni.

Diabete
È appunto il caso di Jedi e Luke, il bambino diabetico: è ormai assodato che i cani sono in grado di cogliere abbassamenti critici di zucchero nel sangue e avvisare per tempo i soccorsi nel caso di ipoglicemia pericolosa
 La storia di Luke, un bambino americano diabetico e del suo cane Jedi, un labrador addestrato per aiutare le persone malate di diabete, è davvero di quelle da raccontare, come ha fatto anche la CNN.
Luke aveva 5 anni quando gli è stato diagnosticato il diabete, una malattia che impedisce al corpo di mantenere al giusto livello la glicemia, il livello di zuccheri nel sangue, e che può avere conseguenze anche drammatiche se non monitorata costantemente. Normalmente il controllo della glicemia avviene attraverso delle piccole punture sulle punta delle dita, e Luke si è sottoposto a questo piccolo dolore già 40mila volte in vita sua,. Ma da quando c’è Jedi le cose sono cambiate, e in meglio: Jedi infatti è in grado di percepire le variazioni dei livelli di glucosio nel sangue del suo padroncino diabetico e di avvertire i genitori di Luke, che poi controllano la glicemia con l’apposito apparecchio e premiano Jedi con qualche snack, gioco o coccola.
Quello che i genitori non potevano immaginare è che Jedi una notte avrebbe letteralmente salvato il piccolo Luke: il bambino aveva infatti accusato un drastico e repentino calo di zuccheri nel sangue e Jedi, che dormiva al suo fianco, è corso nella camera dei genitori, è saltato sul letto e ha svegliato Dorrie avvisandola del pericolo.La mamma di Luke in quell’occasione ha capito immediatamente ciò che le stava comunicando Jedi, è corsa nella camera di Luke è intervenuta prontamente per riportare in equilibrio il livello 
di glucosio di Luke.
 
Cosa dice la scienza
L’ultima frontiera per uno sfruttamento buono delle capacità olfattive dei nostri amici pelosi è quella medica: 
Pubblicato il: 14/11/2016 12:50
La ricerca targata Humanitas protagonista 

al Parlamento europeo come “esempio di 
innovazione in ambito sanitario e scientifico”. 
Uno studio sulle virtù diagnostiche dell’olfatto 
dei cani nel cancro della prostata viene presentato 
il 15 novembre ai parlamentari europei e alla 
Commissione Salute e Ricerca, annuncia l’Irccs 
di Rozzano (Milano). Il lavoro, già pubblicato 
su riviste scientifiche internazionali,
 è stato avviato nel 2012 da Gianluigi Taverna, 
responsabile di Urologia all’Humanitas Mater 
Domini di Castellanza (Varese), con la 
collaborazione del Centro militare veterinario 
di Grosseto (CeMiVet) e il patrocinio dallo 

Stato Maggiore della Difesa.

La prima fase della ricerca si è conclusa con 
successo, ricordano dall’Istituto milanese. 
Gli autori hanno analizzato campioni di urine 
di oltre 900 persone fra pazienti con carcinoma 
della prostata, soggetti sani oppure malati colpiti 
da neoplasie non prostatiche o da patologie 
non tumorali. E’ emerso che cani rigorosamente 
addestrati sono capaci di riconoscere la presenza 
di un cancro della prostata con un’accuratezza 
del 98%, semplicemente annusando un 
campione di urina dei pazienti.

 

Anatomicamente il cane presenta 225 milioni di recettori 

all’interno del proprio naso a differenza
 dell’uomo che ne possiede solamente 5 milioni, per cui 
il suo olfatto  quarantaquattro volte più
 sviluppato del nostro. L’evoluzione ha fatto si che le 
narici mobili lo possano aiutare nel capire
 la provenienza dell’odore e non avendo bisogno di respirare, annusando, l’odore arriva con continuità e con intensità sempre maggiore all’interno 
della camera nasale. L’annusare, per loro, è l’equivalente 
del nostro leggere un giornale, gli odori su un albero 
o su un palo servono a tenere aggiornato il soggetto sugli 

OVER O UNDER?

OVER oppure UNDER?

“OVER”>>>>>>

oppure << “UNDER” ? Questo è il dilemma

DALLA SABBIA AL ROTOLO. Dopo aver usato il gabinetto (un foro praticato in una roccia piatta), l’uomo del neolitico si detergeva nel più vicino ruscello.

Gli egizi si pulivano, sembra, con sabbia intrisa di oli profumati, mentre i popoli arabi e indiani si servivano della mano sinistra

Pionieri della pulizia intima furono ancora una volta gli orientali: la prima apparizione di carta usata per pulirsi risale al XIV secolo, nella Cina

Bisogna aspettare la fine dell’800 per la prima, vera carta igienica. nel mondo occidentale.
PEZZE E CARTA “INNOMINABILE”. Nel suo Galateo (1558), monsignor Della Casa prende a esempio di tutto lo sporco le “pezze degli agiamenti”, teli di stoffa appesi nei gabinetti. E, già due secoli prima, nei conventi si usavano pezze ricavate dalle vecchie tonache per pulirsi.

Della “carta per usi igienici” si comincia a parlare solo nel Settecento, e con reticenza: era un prodotto “innominabile”, ma nel manico del “ventaglio per signora a doppio utilizzo” erano occultati foglietti di carta igienica. Sempre dal Settecento arrivarono anche i giornali: con la nascita dei quotidiani, “la stampa” ebbe (anche) questa funzione. E fino a pochi decenni fa.

Conseguenze sociali
Orientamento della carta igienica è spesso citato come un ostacolo per le coppie sposate e nelle convivenze in genere Il problema può sorgere anche nelle aziende e nei luoghi pubblici.

L’inventore Curtis Baths, già citato , ha messo a punto nel 1996 un erogatore di carta igienica rotante chiamato Tilt-A-Roll, che sarebbe in grado di girare su se stesso in modo che il rotolo possa essere orientato per svolgere la carta sia in “Over”, sia in “Under”

Molte università hanno fatto ricerche su questo argomento Non si direbbe ma è un argomento di alto profilo con tanto di studi sociologici e comportamentali. :sisi:
Ad esempio una ricerca in una piccola città del Canada ha evidenziato che chi in politica è conservatore, appende la carta igienica in modo “under”, mentre i liberals in modo “over”.

Sociologia
Il sociologo professor Edgar Alan Burns . Il primo giorno di corso introduttivo chiede ai suoi studenti: “In che modo pensi che un rotolo di carta igienica si dovrebbe appendere?” Gli studenti fanno connessioni con grandi temi della sociologia, compresi i ruoli di genere, il pubblico e sfera privata, razza e origine etnica, classe sociale ed età.

Psicologia Christopher Peterson, professore di psicologia presso l’Università del Michigan studia la scelta dell’orientamento ,cioè over o under carta e li classifica in base a “gusti, preferenze e interessi” in contrasto con i “atteggiamenti, tratti, norme e bisogni”.
Christopher Peterson, vede una connessione tra la scelta Under dell’orientamento della carta igienica e la “psicosi socio-depressiva”

Risultati di sondaggi []

“The History of the Toilet”, una mostra itinerante che gira i musei canadesi, chiede ai visitatori di registrare la loro direzione del rotolo preferita. Quando nel giugno 2001 toccò Huntsville(Ontario), 136 visitatori finirono in ospedale in seguito ad una rissa scoppiata sulla questione.

Non vi sono molti sondaggi che riguardano questo argomento

La scelta è largamente un fatto di preferenze personali, dettate dalle abitudini. In un’inchiesta tra consumatori e specialisti di bagni e cucine statunitensi, il 60-70% degli intervistati si sono pronunciati per l’over.

A dispetto dell’argomento apparentemente banale, spesso si hanno molto decise in proposito. L’opinionista Ann Landers ha dichiarato che la questione era stata il nodo più controverso nella storia della sua rubrica. I difensori di ciascuna posizione citano vantaggi che vanno dall’estetica all’ospitalità, dalla pulizia alla conservazione della carta, e la facilità di strappare singoli tagli dal rotolo. Da ambedue le parti sono schierati celebrità ed esperti.

Sesso americano[modifica]
Poretz e Sinrod hanno suddiviso per sesso ed età i risultati del loro sondaggio del 1989.
Dai risultati ottenuti non sembra che ci siano rilevanti differenze tra uomini e donne. Tuttavia ci sono state alcune personalità che hanno preteso di affermare che una differenza ci fosse. L’inventore Curtis Baths, ad esempio, ha dichiarato per esperienza personale che: “Alle donne piace over, ed agli uomini under. O comunque io preferisco stare sotto.” La giornalista Jennifer Maud ha subito risposto dicendo: “Ma questo non c’entra nulla! Si parlava di carta igienica, cretino! Comunque è vero, io preferisco stare sopra
Ma questo è solo un battibecco tra due imbecilli.

È LA CARTA IGIENICA IL VERO INDICATORE DELLA PROSPERITÀ DI UN PAESE: CHI SPENDE IN ROTOLI PREGIATI, VUOL DIRE CHE SI SENTE (ED È) PIÙ RICCO. E IN ITALIA, PURTROPPO, CI BRUCIANO LE CHIAPPE
Gli esperti dicono che in
Giappone, America, Europa, la carta igienica è un barometro perfetto delle prospettive economiche. Se in Giappone e America è boom di rotoli costosi, da noi vedono una contrazione

Ricordo un aneddoto che riguarda un cliente americano di mio marito.
La moglie era una famosa dentista di Boston – là sono altamente specializzati e la Doc si occupava soltanto di ‘molari’;un anno accompagnò il marito in Italia e, poichè aveva appena rinnovato il suo bagno, ordinò ad una ditta italiana una fornitura di carta igienica di color ocra- in nouance con le piastrelle

E’ risaputo che prestigiose università si occupano di ricerche, assolutamente in comprensibili per il popolo becero , ad esempio : La legge di Murphy secondo la quale la fetta di pane tostato cade sempre dal lato imburrato, ha dato spunto alla ricerca del prof. Robert Matthews della Aston University (England), che si è appunto occupato di alcune leggi di Murphy dimostrando che spesso il toast cade effettivamente dalla parte
E’ del 1999 la ricerca più inutile in questo senso: presentata da un team internazionale anglo/australiano capitanato dal dottor Len Fisher di Bath (Inghilterra) sul “Calcolo del metodo migliore per inzuppare un biscotto” (originale: calculating the optimal way to dunk a biscuit) – Senza doppio senso I suppose

PATTI INFAMI

PATTI INFAMI

Giovanni Bruscasoprannominato in lingua siciliana u verru (il porco), oppure lo scannacristiani per la sua ferocia 

« Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l’auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento. »
(Giovanni Brusca, dichiarazione tratta dal libro Ho ucciso Giovanni Falcone, di Saverio Lodato, Mondadori)

Detenuto nel carcere romano di Rebibbia dal 20 maggio 1996, nel 2004, grazie ad una decisione del Tribunale di sorveglianza di Roma, gli sono stati concessi periodicamente dei permessi premio per buona condotta, consentendogli così di poter uscire dal carcere ogni 45 giorni e poter far visita alla propria famiglia, in una località protetta.


2015/2016 Capodanno   in famiglia per Brusca: ex boss in permesso premio. 
Non è l’esempio più adatto, ma mi viene in mente il concetto di  OSSIMORO :PREMIO /BRUSCA     –     PREMIO/ PORCU

PREMIO/ SCANNACRISTIANI
Un controsenso, come il premio dato a Hitler da Federfauna perchè il furer, il 24 novembre del 1933 aveva varato una delle prime leggi a sfondo animalista
 
Proporrei di dedicare un premio alla memoria  a chi mai si è fatto beccare, come ‘Jack lo squartatoere 
E anche una menzione speciale per chi, come la Cianciulli( Correggio
It) e Enriqueta Martì i Ripolles ( Barcelona E) riuscirono a dar vita a piccole produzioniartigianali “grazie” alle loro  efferatezze.
C’è qualcosa che non quadra nelle nostre leggi,, almeno per quanto riguarda la giustizia e la pena da comminare a gente che ha commesso il più grave dei reati : l’omicidio di cui il  Brusca si è macchiato centinaia di volte, tra cui :
  • 2.1Strage di Capaci                              riconosciute le attenuanti ? 26 anni
  • 2.2Strage di via d’Amelio                     16 anni ( collaboratore di giustizia
  • 2.3Omicidio di Giuseppe Di Matteo     ergastolo
  • 2e.Processo Trattativa Stato-MafiaQuindi, ergastolo + 26 + 16  =  72 anni
    Non dovrebbe mai più uscire di galera e invece, dopo le vacanze premio, stanno programmando la pena domiciliare e poi la libertà controllata.Ciò significa che tra breve questa ‘brava persona’ sarà libera di ricominciare con il suo modus vivendi, in grado di sciegliere quello che gli sarà più congeniale,

    conscio che usufruirà sempre uno sguardo di riguardo

    Si rabbrividisce leggendo le pagine che parlano di questi fatti e dei relativi processi . Ai collaboratori di giustizia vengono concesse  delle attenuanti, come gli sconti di pena e le vacanze premio. Mi chiedo dove e come scontino la pena quest CDG; certamente non con i 41 bis e neanche tra gli altri carcerati, perchè lo Stato italiano è riuscito a farsi ricattare anche da loro.

    Vorrei andarmene da questo Paese, ma non posso, non è più il momento ne’ l’età.
    Un Paese nel quale ormai non mi riconosco,   cui non  sento più di appartenere e  che mi ha delusa profondamente. Un Paese che mi ha accolta male, quando sono nata, ma questa è un’altra storia.